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The Legend of Zelda: Ocarina of Time
Diario di Link....


I


Quella Mattina...

Tutto cominciò in una mattina come tutte le altre, dopo essermi risvegliato dal mio ormai abituale incubo. Sognavo sempre la stessa cosa, prima di quel giorno, e non riuscivo a capirne il significato. Adesso ve lo descrivo. Durante una notte buia e tempestosa (sembrerà banale, ma il sogno era proprio così), io mi trovavo di fronte le porte di una città. Ad un tratto, il ponte levatoio si abbassava, tra i cigolii delle catene di ferro che strisciavano sul granito delle feritoie, e dopo avere raggiunto il suo incastro con grande fragore, veniva attraversato a grande velocità da un uomo a cavallo con un'armatura nera e mantello rosso, che teneva tra le braccia una bambina, all'incirca della mia stessa età, con un'espressione preoccupata e spaventata, che sembrava invocare il mio aiuto con lo sguardo. Io ero lì, e non potevo fare niente. Naturalmente non conoscevo ne la bambina ne il cupo individuo dal mantello rosso. Comunque sia, una mattina come le altre, nella mia capanna nel villaggio dei Kokiri, mi risvegliai per una luce intensa, come quella di una fatina. Ed era proprio così! Tutti i bambini Kokiri avevano una fatina, tranne me, ed il fatto che me ne ritrovassi una così improvvisamente mi colpì. La fatina, che si chiamava Navi, allora mi disse che il Grande albero Deku mi aveva convocato! A me? IO??? Ma dico, lo sapete cosa rappresentavo io nel villaggio? Ero un bambino come, anzi peggio degli altri, non avendo una fatina, ed ero il primo ad essere convocato all'albero Deku? L'albero Deku era il grande albero saggio cui tutti i Kokiri dovevano prestare devozione, e che regolava e controllava la vita nella foresta. Capite adesso il motivo del mio stupore? Dunque, mi diressi verso il sentiero che conduceva all'albero Deku, quando, giusto davanti l'imboccatura dello stesso, Miro, il capo dei Kokiri, che sinceramente avevo sempre odiato, mi bloccò, e, dopo avere manifestato la sua invidia per non essere mai stato convocato dall'albero Deku, mi disse che stavano accadendo strane cose lì dentro, e che era pericoloso andare lì. Per cui mi avrebbe permesso di entrare soltanto se fossi stato in possesso di una spada e di uno scudo. Detto questo, aggirandomi per il villaggio mi procurai una spada e comprai uno scudo, ottenendo così il permesso di passare. Ma, dopo essere passato, incontrai le prime forme di vita ostili nella mia vita: nella Foresta dei Kokiri non esisteva il pericolo! Arrivato davanti l'albero Deku, incontrai Saria, la mia migliore amica, molto amica dell'albero Deku. A questo punto l'albero in persona mi chiese di entrare dentro di lui e di liberarlo da una certa maledizione che lo stava deteriorando e che era il motivo delle stranezze in quei giorni. Così, dopo essere entrato, avere ucciso tutti i nemici e averlo liberato dalla maledizione, mi diede uno strano gioiello con una pietra verde incastonata, e iniziò a raccontarmi una storia...


II


La storia di Hyrule e della Triforza....

Moltissimi anni fa, quando il mondi di Hyrule era stato appena creato, durante una delle tante piogge divine di quei giorni, nei quali piovevano strane gocce luminose, le gocce che stavano formando Hyrule, discesero tre scie luminose, molto più grosse e di colori diversi. Avvicinandosi, si potevano distinguere le tre divinità di Hyrule: Din, rossa come il fuoco, Farore, verde come l'erba, e Nayru, azzurra come il cielo. Ognuna di loro, oltre al proprio potere fisico, aveva anche un potere morale, rispettivamente la Forza per Din, il Coraggio per Farore e la Saggezza per Nayru. Non appena toccarono terra, queste divinità diedero l'aspetto attuale al mondo di Hyrule: aggiunsero la vegetazione, l'acqua, il cielo, il fuoco e tutto quello che si può trovare di naturale in giro per il mondo. Per quanto riguarda le divinità stesse ed i loro poteri più forti, cioè quelli morali, si fusero in uno strano elemento, costituito dalla purezza assoluta sotto forma materiale, dal colore aureo: la Triforza. Essa racchiude il potere su tutte le cose, un potere ineguagliabile, e venne custodita in un tempio appositamente creato per essa, il Tempio del Tempo (Temple of Time), in una cella segreta, accessibile solo superando particolari precauzioni. Certamente, precauzioni, perchè, come già detto, la Triforza contiene un potere impressionante, e quindi non deve MAI cadere nelle mani sbagliate. Per questo, verrà chiusa in questa cella, e serrata con una porta magica, apribile solo in una maniera: incastonando nell'altare i tre oggetti che rappresentano le rispettive divinità, e suonando una determinata melodia con la chiave della porta: l'Ocarina del Tempo, il tesoro della Famiglia Reale di Hyrule, custodito gelosamente da qualche parte nel castello. Però, vista ad un certo punto un'altissima concentrazione di malvagità in un determinato punto di Hyrule, le tre pietre si sono disperse, e sono finite nelle mani delle principali autorità locali. Una delle tre pietre, appunto, era stata affidata all'albero Deku, che però non si è più sentito in grado di proteggerla, vista la maledizione, e l'ha affidata a me per portarla alla principessa Zelda, attuale discendente della Famiglia Reale, che troverò al Castello di Hyrule, fuori dalla foresta Kokiri. Iniziò così la mia avventura vera e propria, dato che nessun Kokiri aveva mai messo piede fuori dai Lost Woods, che circondano il villaggio.


III


La Principessa e il sogno....

Così mi avviai verso il Castello, e appena uscito incontrai dapprima la mia amica Saria, che mi diede un'Ocarina, e poi un grande gufo, che sapeva il mio nome (!) e diceva che mi avrebbe aiutato nella mia avventura. Avventura? Ma se dovevo solo portare un messaggio alla principessa? Non sapevo ancora cosa mi aspettava... Comunque sia, arrivato al Castello, ho avuto qualche difficoltà ad entrare, visto che la sorveglianza era molto stretta in vista delle ultime strane vicende... Penetrato nel cortile interno, vidi una bambina affacciata verso una finestra che dava dentro. Mi avvicinai, e appena sentì i miei passi sull'erba umida, si girò. Non ci credereste mai... era la stessa bambina del sogno!!! Dopo averle parlato e averle mostrato, scoprii che si trattava della Principessa Zelda! Allora lei mi raccontò che in quel periodo c'era un losco figuro che frequentava la sua corte, un certo Ganondorf, re dei ladri della Valle di Gerudo. Lei temeva stesse macchinando qualcosa di nascosto a suo padre, il re di Hyrule. Così lo spiava, e così stava facendo in quel momento, prima che arrivassi io, affacciata a quella finestra. Guardai anch'io, e avevo riconosciuto l'uomo dal mantello rosso nel sogno!!! Così le raccontai del mio sogno, e lei allora non ne rimase tanto stupita, dato che secondo lei Ganondorf, per potere rubare la Triforza, stava cercando le tre pietre Spirituali, una delle quali, quella della Foresta, era in mio possesso, e così mi chiese di cercarle e trovarle prima di lui. Mi disse anche chi le custodiva: Darunia, presso la Città dei Goron, e la Principessa Ruto, nel Regno degli Zora. Mi disse che solo i membri della famiglia reale o le persone strettamente collegate ad esso potevano avere le pietre spirituali o accedere a determinati posti, così mi insegnò la canzone segreta di riconoscimento della sua famiglia, la Ninnananna di Zelda (Zelda's Lullaby), e mi diede una lettera come lasciapassare per arrivare alla Città dei Goron. A questo punto, ci salutammo, e mi affido a una certa Impa, sua guardia del corpo personale, che mi avrebbe condotto fuori dal castello senza farmi notare dalle guardie: Zelda voleva che la faccenda rimanesse un segreto tra noi tre.

 

Autore:  [Garty³]

 


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